LA
MALATTIA (còrea) di HUNTINGTON
La
Malattia di Huntington (MH) è una patologia ereditaria
degenerativa caratterizzata dalla presenza di un disturbo
del movimento progressivamente invalidante, disturbi del comportamento
talvolta molto gravi e decadimaento delle funzioni intellettive
fino alla demenza. Ha una prevalenza variabile nelle differenti
parti del mondo con valori in Europa di circa 5-10/100.000.
In Italia stimiamo pertanto che siano circa 6000 le persone
ammalate e 18.000 quelle a rischio di ereditare la malattia.
Fu George Huntington (Foto sotto), nel 1872, a descrivere
per la prima volta i sintomi della malattia nel suo articolo
"On Chorea”.
Caratteristiche
cliniche e genetiche
Il gene responsabile della MH si trova sul cromosoma 4. Esso
contiene le informazioni per la produzione di una proteina
chiamata huntingtina (htt) la cui funzione è ancora
ignota, anche se è dimostrato che si tratta di una
proteina indispensabile per la vita ed espressa in tutte le
cellule. Le persone affette da MH possiedono delle alterazioni
nel gene dell’htt, e per questo le loro cellule producono
una forma anomala di questa proteina, che attraverso un meccanismo
di guadagno di funzioni tossiche (gain-of-function) non ancora
chiarito, induce la morte dei neuroni in molte aree cerebrali.
E’ proprio il danno alle cellule che genera alterazione
delle capacità cognitive (pensiero, giudizio, memoria),
del controllo dei movimenti e delle emozioni. In molti casi,
aspetti legati ad alterazioni comportamentali si manifestano
prima che compaiano disturbi di tipo motorio (Squitieri et
al., Brain Res Bulletin 2001; Di Maio et al., J Med Genet
1993). I primi segni evidenti di malattia possono essere irritabilità,
depressione, disturbi dell’umore insieme ad un leggero
disturbo della coordinazione motoria con lievi e sporadiche
ipercinesie simili a scatti (corea). Rallentamento dei movimenti
(bradicinesia) o contratture muscolari persisitenti (distonia)
possono caratterizzare l’insorgenza della malattia contribuendo
a varianti diverse a seconda dei casi (Squitieri et al., Clin
Genet 2000). L’età di insorgenza è assai
variabile poichè la malattia si può manifestare
a 2 come a 90 anni anche se in genere i primi sintomi appaiono
in media tra i 30 e i 50 anni. La MH ha un andamento ingravescente
per cui corea e disturbo cognitivo peggiorano col progredire
della malattia. La figura mostra una simulazione della possibile
evoluzione nel tempo dei sintomi (Fig 2). Altro sintomo comune
è la disartria, che si manifesta come un’alterazione
della capacita’ di articolare il linguaggio, spesso
associata alla difficoltà di deglutizione. Ipercinesie
coreiche al volto, arti e tronco e disturbi della deambulazione,
costituiscono i segni più tipici di malattia, benchè
il 5% dei pazienti, non sviluppano corea ma un progressivo
rallentamento dei movimenti verso una forma rigida. Le persone
non muoiono di MH, ma in seguito alle complicazioni della
malattia, come soffocamento o infezioni. La morte generalmente
si verifica in media dopo 15-20 anni dall'insorgenza, anche
se recentemente e’ emersa l’ipotesi di una durata
assai piu’ prolungata (Foroud et al., JNNP 1998).
Huntington giovanile
In circa il 10% dei casi, la MH colpisce prima dei 20 anni
di eta’, fortunatamente solo raramente i bambini o adolescenti.
I bambini molto spesso ereditano la malattia dal padre (MH
è ereditata con la stessa frequenza da entrambi i genitori).
I sintomi della forma giovanile di MH sono a volte diversi
dalla forma adulta, come accade nel caso della forma definita
Westphal. I sintomi iniziali generalmente implicano lentezza,
rigidità, deambulazione goffa, difficoltà nella
parola e, talvolta, crisi epilettiche che si manifestano nel
30-50% dei casi. Il decorso della variante giovanile può
essere più severo rispetto a quello dell’adulto.
Questo gruppo puo' essere ulteriormente suddiviso in quelli
che presentano un'insorgenza infantile ovvero prima dei 10
anni e quelli con insorgenza nell'adolescenza da 10 a 20 anni
di eta'.
Ereditarietà
La MH è autosomico-dominante ed è trasmessa
da una generazione alla successiva attraverso la trasmissione
dal genitore al figlio di un gene “mutato” (alterato).
Ciascun figlio di un genitore affetto ha una possibilità
su due (50%) di aver ereditato il gene che causa MH, ed è
detto “a rischio”. Le persone che portano il gene
sviluppano MH a meno che non muoiano per altre cause prima
che si manifestino i primi sintomi. Maschi e femmine hanno
la stessa probabilità di ereditare il gene dal genitore
affetto. Coloro che non hanno ereditato il gene, non svilupperanno
la malattia, e nemmeno i loro figli.

Diagnosi
genetica
Grazie alla scoperta del gene della malattia, avvenuta nel
1993, è oggi possibile eseguire un test genetico che
permette alle persone di scoprire se sono portatori del gene
“mutato”. Il test genetico è “diretto”
e permette, grazie ad un semplice prelievo di sangue, di indagare
se sul DNA è presente l’allungamento del tratto
CAG nel gene dell’htt. La diagnosi clinica di MH richiede
una serie di esami neurologici e psicologici. Una prima indagine
clinica si effettua a livello ambulatoriale attraverso un
colloquio col paziente e i suoi familiari, in cui si raccolgono
tutte le informazioni genealogiche necessarie alla comprensione
dell’anamnesi familiare. La procedura del test richiede
una attenta valutazione dei pazienti per i molti problemi
di natura psicologica ed etica che esso solleva ed implica
sessioni con varie figure professionali, al fine di assicurarsi
che la persona conosca le potenziali implicazioni della propria
condizione genetica e che sia preparata a ricevere il risultato.
Questa procedura è conforme ad un protocollo approvato
dal comitato di Bioetica ed in linea con le norme etiche raccomandate
dalla Federazione Mondiale di Neurologia e dall'International
Huntington Association.
L'Unità Operativa di Neurogenetica (Resp. Dott. Ferdinando
Squitieri) del nostro Istituto è in grado di fornire
diagnosi genetiche di Corea di Huntington, Atassie dominanti
e recessive (SCA 1-17, DRPLA; FRDA), Distonia familiare di
tipo DYTI, forme di Parkinson genetiche sia dominanti che
recessive come Park 1, 2, 5 e 7 e Distrofia Miotonica. Il
test genetico viene effettuato con una metodica denominata
PCR (Polymerase Chain Reaction), la quale permette l’amplificazione
in vitro di frammenti di DNA senza il trasferimento in cellule
viventi. Il test genetico in se è un prelievo del sangue,
dal quale verrà estratto il DNA processato poi, presso
il nostro Istituto, attraverso l’uso di un sequenziatore
automatico.

Il laboratorio in cui si effettuano i test
genetici

Nel gene dell’ huntingtina, oltre a numerose altre sequenze,
è presente una "tripletta" di 3 basi nucleotidiche
(per la precisione CAG), che può susseguirsi un certo
numero di volte. Negli individui normali il gene della huntingtina
contiene fino a circa 30 ripetizioni della tripletta. Nelle
persone affette da MH, la tripletta è ripetuta per
un numero molto più alto di volte, da 37-40 fino a
più di un centinaio.

Analizzando
il DNA della persona e contando il numero di CAG, è
possibile dire se la persona svilupperà MH nel corso
della vita, se è un test predittivo, oppure si confermerà
il problema clinico se il paziente ha già dei disturbi,
in quest’ultimo caso è un test di conferma. Il
test non può predire con esattezza l’età
di insorgenza, sebbene, grazie alla banca dati presente presso
la nostra Unita’ sia possibile eseguire una stima almeno
approssimativa. L'Unità ospita presso il Parco Tecnologico
dell’Istituto Neuromed un archivio clinico genetico
per le malattie dominanti ereditarie del Sistema Nervoso centrale,
con particolare riferimento alla Corea di Huntington, Atassie
Dominanti e malattia di Parkinson familiare. Per la Corea
di Huntington; una vasta banca dati e di campioni biologici
è oggi disponibile per studi sui tessuti dei pazienti
ed è stato istituito un Registro Europeo cui il Neuromed
partecipa con l’Unita’ di Neurogenetica.
Terapia
Il trattamento per MH rioguarda i sintomi sebbene l’ambizione
e’ quella di proteggere i neuroni dalla morte cellulare
con cure preventive e neuroprotettive. Per la cura dei sintomi
psichiatrici vengono impiegati farmaci neurolettici che possono
essere di aiuto per contenere anche i disturbi del movimento.
E’ raccomandabile non usare i neurolettici di vecchia
generazione come l’aloperidolo i cui effetti collaterali
peggiorano l’evoluzione della sintomatologia nel tempo.
Benzodiazepine ed antidepressivi possono essere utilizzati.
I farmaci che sono efficaci in una fase della malattia possono
non esserlo in un’altra.
Le persone affette da MH hanno un elevato fabbisogno calorico
per mantenere il peso corporeo al fine di aiutare a ridurre
i movimenti involontari ed altri sintomi, in particolare nella
fase tardiva della malattia. Supplementi nutrizionali possono
dunque essere di aiuto. Nell’autunno del 2000 è
partita in Italia la sperimentazione di un nuovo farmaco,
il Riluzolo. Già impiegato per la Sclerosi Laterale
Amiotrofica (SLA), il Riluzolo ha la funzione di agire sui
canali del sodio antagonizzando il rilascio del glutammato.
Quando la tripletta si ripete troppe volte, il glutammato
viene prodotto in quantità tali da divenire tossico.
Lo scopo di questa sperimentazione è di rallentare
il decorso della malattia. Il Trial Riluzolo è coordinato
dalla nostra Unita’ del Neuromed di Pozzilli (IS).
L’Associazione
Italiana Corea di Huntington AICH-Neuromed
All'Unità di Neurogenetica fa capo un'associazione
di familiari, l'Associazione Italiana Corea di Huntington,
una O.N.L.U.S. nata dall’associazione di famiglie coinvolte
nella MH, con lo scopo di fornire informazione e assistenza
e di promuovere azioni opportune su tutti i livelli perché
i malati e le loro famiglie possano fruire con facilità
di tutti i servizi di cui hanno bisogno e cui hanno diritto.
Nel 2001 è stato creato, ed è in continuo aggiornamento,
il sito web dell’Associazione:
http://strudel.di.unipi.it:8180/sitoweb/index.html
il
quale contiene molte informazioni utili alle famiglie, i possibili
trattamenti farmacologici ed una selezione delle più
importanti novità nel campo della ricerca. Il sito
può essere utilizzato per iscriversi all’Associazione
e per accedere ai numerosi altri siti nazionali ed internazionali
dedicati alla malattia di Huntington. E’ stato attivato
un numero verde (gratuito da tutta Italia, compresi i cellulari),

cui
può rivolgersi chiunque abbia bisogno di informazioni
sulla malattia (ricerca, cure, centri per la diagnosi genetica)
o semplicemente abbia la necessità di un po’
di conforto, attivo il lunedì, mercoledì e giovedì
dalle 9.30 alle 14.00 e il venerdì dalle 11.00 alle
14.00 al quale risponde la segreteria dell’Associazione
presso l’Istituto Neuromed.
I fini dell’AICH-Neuromed riguardano questioni molto
importanti della gestione dei malati, in particolare:
- Diritti
riconosciuti dalla legge
- Strutture
pubbliche per il ricovero, quando necessario
- Informazione
su come affrontare i problemi, anche psicologici, delle
famiglie con questo problema: per esempio, come informare
i familiari a rischio, quando e se sottoporsi al test
genetico predittivo, quali sono le opzioni disponibili
per una persona a rischio che decida di avere dei figli.
Un risultato importantissimo ottenuto di recente è
la nascita di sedi dell’Associazione dei familiari di
pazienti con Corea di Huntington, oltre che al Neuromed, anche
presso il Centro Medico Certosa di Milano, via dei Mille di
Roma e Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio (FI), nelle quali
è possibile incontrare, con spesa a carico dell’AICH-Neuromed,
pazienti e familiari per visite ambulatoriali e consultorio
genetico.
Gli
orari dell’ambulatorio al Neuromed sono il lunedì
e giovedì mattina dalle 9.00 alle 14.00. Per appuntamento
telefonare al numero 0865/929452 oppure 0865/929482.
Per la sede di Milano presso il Centro Medico Medico Certosa
s.r.l. il telefono è 02/39263996 oppure 02/39269033.
Per la sede di Campi Bisenzio (FI) il recapito è 055/8961204.
Altri importanti scopi che l’Associazione si prefigge
sono:
-
diffusione capillare e tempestiva di informazioni, rivolte
alle famiglie ed agli specialisti,
-
che tutte le famiglie entrino in contatto con una struttura
sanitaria che sia in grado di fornire tutto l’aiuto
che serve e disponga di tutti gli specialisti necessari
(genetista, neurologo, psicologo),
- battaglie
per garantire a tutti il diritto all’assistenza
e per l’istituzione di centri di cura specializzati,
- iniziative
per mettere in contatto fra loro le famiglie ed evitarne
l’isolamento,
-
promozione di campagne per la raccolta di fondi da destinare
alla ricerca.
Un’
importante iniziativa è quella della Riunione dei familiari
che si tiene ogni anno all’Istituto Neuromed a spese
dell’Associazione, per tenere al corrente tutte le famiglie
sugli ultimi passi fatti dalla ricerca scientifica per l’acquisizione
di una possibile terapia.
In tre anni l’ A.I.C.H.- Neuromed ha contato sull’iscrizione
e sull’aiuto di più di 80 famiglie, ha stabilito
contatti con altre associazioni simili in Italia, con le quali
collabora per aumentare le forze in campo, per cercare di
realizzare pienamente i diritti delle famiglie e contribuire,
nel suo piccolo, alla ricerca.
Alimentazione
Pazienti Corea di Huntington
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